| (Vico Pachia) |
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domenica 6 febbraio 2022
GENTE NEL «VICOLO STRETTO»
venerdì 28 gennaio 2022
… QUEL «VICO AURELIA» D’ALTRI TEMPI
| (Vasto, vico Aurelia fine anni Trenta) |
… QUEL «VICO AURELIA» D’ALTRI TEMPI
domenica 12 dicembre 2021
VASTO: PER UN CONCERTO «IN DIEBUS NATALIS»
VASTO: PER UN CONCERTO «IN DIEBUS NATALIS»
| (Momento finale del concerto. Da sinistra a destra: Samantha Prencipi, Alberto Ortolano, Mercurio Saraceni, Maria Grazia Angelini, Luigi Murolo e Tania Buccini. Foto: Luigi Di Tullio) |
Vasto, 10 dicembre 2021 – Chiesa di S. Maria Maggiore
mercoledì 8 dicembre 2021
PALIZZI. UNA PICCOLA QUESTIONE DI ANAGRAFE STORICA
PALIZZI. UNA PICCOLA QUESTIONE DI ANAGRAFE STORICA
La documentazione storica degli atti dello Stato Civile del Regno di Napoli prima (1809-1815), poi del Regno delle Due Sicilie (1816-1860), del primo Regno d’Italia (con capitale Torino [1861- 2 febbraio 1865], e Firenze (solo per la parte dell’anno 1865, 3 febbraio-31 dicembre) riservano sempre molte sorprese. Soprattutto nella registrazione dei cognomi. In taluni casi torna utile confrontare anche gli atti di Battesimo per avere conferme. Gli atti del Comune di Vasto non sfuggono a tali imprevisti. In alcune scritture la responsabilità è da attribuire allo scrivano addetto a questo compito. In altre perché è il soggetto stesso portatore a alterare la vocale nei rapporti pubblici o di lavoro senza richiedere modifiche alla Corte d’Appello. Il cognome vastese Palizzi, ad esempio, rientra in quest’ultimo ambito.
I sette figli di Antonio e Doralice del Greco nati a Vasto (con l’ottava e nono figlio, con i primi due in ordine cronologico, che nascono a Lanciano) modificano la vocale finale – a – registrata negli atti ufficiali dell’Anagrafe. Ivi compreso Antonio sull’iscrizione cimiteriale.
Ricapitoliamo. I figli di Antonio sono tutti registrati come Palizza negli atti di nascita di Vasto (gli stessi Maria Filippa e Giuseppe in quelli di Lanciano). L’elenco è il seguente:
Maria Filippa (Lanciano, 10 agosto 1810)
Giuseppe (Lanciano, 12 marzo 1812))
Michelangelo (2 marzo 1814)
Felicia (12 febbraio 1816)
Filippo (16 giugno 1818)
Nicola (21 febbraio 1820)
Camillo (23 maggio 1822)
Francescopaolo (17 aprile 1825)
Luisa (19 settembre 1827)
| (Atto di morte di Antonio Palizza - 7 dicembre 1857) |
Lo stesso Antonio, genitore, nell’atto di morte (7 dicembre 1857) è registrato come “Palizza”. A titolo esemplificativo pubblico l’atto di nascita di Filippo. Al numero d’ordine 67 del registro dell’anno 1818 si legge testualmente: Filippo, Camillo, Stanislao.
| (Atto di nascita di Filippo Palizzi) |
Nell’atto di battesimo redatto in latino dall’arciprete Raffaele Roberti alla carta 329 n. 6 si legge che da Antonio Palizza e da Doralice Del Greco è nato un figlio chiamato Filippo, Camillo, Stanislao (viene aggiunto anche Nicola).
| (Atto di battesimo di Filippo redatto in latino dall'arciprete Raffaele Roberti) |
Antonio è sempre denominato Palizza. Anche nel suo anno di morte.
Ignoro le ragioni che hanno indotto i Palizzi trapiantati e nati a Vasto procedere nella lieve modificazione vocalica negli atti pubblici (non ufficiali). Posso solo ipotizzare – ripeto è solo un’ipotesi – per differenziarsi dal cognome di Lanciano, città da cui proviene Antonio.
Pubblico gli atti di nascita e di battesimo di Filippo e quello di morte di Antonio.
lunedì 6 dicembre 2021
LA TESSITRICE CIECA O DELL’ ABITARE
di Luigi Murolo
| (Manifesto concerto - Composizione Grafica "ArtWork") |
Il luogo di cui si sta parlando è l’accesso ovest della via denominata a metà Ottocento “Strada Stanziani” che immetteva sulla piazza in quel periodo appellata “Largo delle Erbe” (oppure “piazza del Pesce”). Dalla grande riforma toponomastica del 1872 in poi hanno assunto le nuove denominazioni di “via del Buonconsiglio”, l’una; di “piazza Caprioli”, l’altra. Le stesse che incontriamo oggi. Il selciato con i ricorsi centrali in pietra lavica – con l’intero impianto stradale del centro storico realizzato nel 1887 – rendeva il percorso carrozzabile. Lo scenario raffigurato nella foto si colloca, nel quarantennio compreso tra il 1887 e il 1929. Il “clic” che immortala il fondale profila un quadro urbano temporalmente ben definito anche se, come già detto, lo scatto è riconducibile agli anni Venti del Novecento. Ora, di là dalla datazione, va ricordato che non sono le “cose” che connotano il “genius loci” di questa rappresentazione. Ma la donna al telaio collocato in un’area pubblica e l’uomo seduto ai piedi della scala esterna. Con un significato evidente. Lo spazio della vita non è riconducibile alla sola stanzetta in alto raggiungibile attraverso una sorta di profferlo con il ballatoio che congrega due ingressi. Non solo uno stambugio al “chiuso”, insomma. Ma lo stesso “aperto”. Dove “chiuso” e “aperto” offrono all’occhio attento dell’osservatore il senso stesso dell’“ex-sistere” o, se si vuole, dell’“abitare”.
La minuscola casa con l’uscio sotto la linea di colmo è un corpo aggiunto a Palazzo Meninni (part. 902, del catasto 1870). Si adeguava lungo il paramento murario nord dell’antico Convento degli Agostiniani trasformato in luogo abitativo, devastato da un violento incendio che, il 21 novembre 1870, aveva cagionato la morte di cinque membri della famiglia Ialacci. Nel censimento del 1901, al n.1 di via Buonconsiglio, viveva in affitto la famiglia Ciampagna. Uno dei cui membri (sarti) sposa Rosa Giosa, la protagonista assoluta dell’inquadratura fotografica. L’amico Francesco Feola, autore del libro “Paranze” (l’unico e fondamentale libro sulla marineria vastese interamente costruito sulla storia orale), mi ha riferito che la vecchia signora lì per sempre fissata dallo scatto era la sua bisnonna. Che aveva una pesante menomazione fisica: la cecità. E per quanto mi riguarda, una tessitrice cieca era l’ultima delle possibilità che avrei potuto ipotizzare!
Del resto, l’immagina parla da sé! Il volto della vecchia signora proteso in avanti non ammette equivoci! Si ha l’impressione che gli occhi guardino il fotografo avendo il telaio bloccato. E invece no! Gli occhi perduti nel buio non incidono affatto sul lavoro artigianale. Il lavoro delle mani e dei piedi sul pedale intrecciano ordito e trama senza il bisogno della vista. Le articolazioni viaggiano da sole: a guidarle è l’esperienza di vita. La tessitrice “abita” la macchina lignea. Ma come? In che senso l’avrebbe “abitata”. In modo molto semplice; secondo l’etimologia del verbo. Dimenticavo. “Abitare” altro non è che “habitare”, il frequentativo medievale del latino classico “habēre” con valore semantico proprio di “avere”. La signora Rosa “aveva”, “possedeva” la tecnica della tessitura. Non aveva bisogno della vista. Le era sufficiente la mente capace di orientare la movimentazione degli arti superiori e inferiori.
Magnifica Rosa Giosa! Abitava la macchina allo stesso modo in cui abitava il “chiuso” e l’“aperto”. In un solo atto congregava in se stessa lo spazio della vita. Anzi, era la vita nella sua forma più alta. Del resto, l’omino accovacciato sulla scala (un parente? Un amico?) disvela lo “star fuori dalla vita”; lo stare in un angolo. L’assenza dal mondo. Lo scatto profila in modo esemplare la dialettica dei paradossi. La cieca (il femminile) afferma il primato dell’essere; il sano (il maschile) lo nega.
Mi tornano in mente alcune parole di Martin Heidegger scovate in un saggio dal titolo “Costruire, abitare, pensare” che non posso sottacere. Il verbo essere, il costruire, l’abitare declinati nel suo tedesco rammentano a tutti noi quanto segue:
«Che cosa significa allora “Ich bin” (Io sono)? Il vecchio termine “bauen” (costruire), cui appartiene “bin” è così declinato: “ich bin, du bist” e significa: io abito, tu abiti. Il modo in cui tu sei e in cui io sono, la maniera in cui tu sei, e in cui io sono, la maniera in cui gli esseri umani “sono” sulla terra, questo è il “buan”, l’abitare».
Ecco! Mi premeva dire solo questo. E l’antica tessitrice cieca, la sconosciutissima Rosa Giosa rimasta nel tesoro memoriale di un suo discendente, ha avuto la straordinaria forza di confermarlo.
giovedì 2 dicembre 2021
Natale 2021. Le iniziative della Pro Loco "Città del Vasto" APS
Natale 2021. Le iniziative della Pro Loco "Città del Vasto" APS
Anche in questo Natale 2021 la Pro Loco “Città
del Vasto” APS sarà presente con eventi e iniziative natalizie. Ben quattro
sono le proposte della locale Associazione di promozione turistica e
culturale. Giunta alla Quarta edizione, dopo i lusinghieri riscontri degli anni
scorsi, le iniziative si svilupperanno sempre con lo spirito che ha
contraddistinto la Pro Loco “Città del Vasto” APS e cioè con il coinvolgimento
di altre associazioni culturali, sportive e di volontariato cittadine. In
collaborazione con l’Associazione di
Promozione Sociale “Collegio Istonio” e con i patrocini del Consiglio Regionale Abruzzo e del Comune di Vasto si svolgerà la Quarta edizione 2021 del
Concorso/Mostra Presepiale “Vasto nel
Presepe – La Natività declinata al Vastese”. Il concorso artistico,
gratuito e con partecipazione aperta a tutti senza limiti di età, prevede 4
sezioni specifiche: A) negozi con allestimenti dei presepi nelle
vetrine; B) scuole, associazioni e gruppi; C) famiglie e/o singoli; D) chiese e parrocchie con
presepi allestiti nelle chiese.
I lavori
realizzati dai concorrenti delle sezioni “B” e “C” saranno al
centro di una Mostra che sarà proposta durante il periodo delle feste
natalizie dal 19 dicembre al 6 gennaio
2022 presso i locali della Curia
Vescovile in Via Vescovado nel centro storico di Vasto. Quello che in
questo Concorso si chiede, è la realizzazione di un manufatto che rappresenti
la tradizione del presepe sposata però con uno o più elementi che portino la
Città di Vasto all’interno dell’opera artistica. Una tradizione, un monumento, un’opera
architettonica, un prodotto enogastronomico, il mare o la spiaggia, un
personaggio illustre, un mestiere o qualsiasi aspetto o elemento legato a Vasto
ed alla “vastesità”, scatenando la creatività nella realizzazione. Libera
scelta per l’uso dei materiali da usare e della struttura compositiva. I
presepi potranno essere realizzati con qualsiasi tecnica e materiale, in forme classiche,
moderne, anche... astratte, purché sia sempre centrale la rappresentazione
della Natività ed il suo senso religioso. (Si possono richiedere Regolamento e
Scheda di partecipazione ai contatti sotto riportati).
La seconda iniziativa, dedicata principalmente ai bambini ed anch’essa giunta alla sua quarta edizione dal titolo “Dona un giocattolo ed accendi un sorriso”, lo scorso anno ha registrato un successo inaspettato. Infatti, sono stati raccolti più di tremila giocattoli distribuiti tutti dalla Caritas. Anche in questo caso, in collaborazione con l’Associazione di volontariato “Ricoclaun”, l’APS “Collegio Istonio”, la Polisportiva Hermes, l’ASD Tennis Tavolo Vasto e l’Associazione “Nova” di Vasto, si darà vita ad una raccolta di giocattoli che verranno donati ai bambini meno fortunati e distribuiti presso le case-famiglia, le associazioni di volontariato e la Caritas del territorio. Una iniziativa meritoria a cui ha ritenuto di dare il suo appoggio e la sua preziosa collaborazione anche la Pro Loco di Pollutri. I giocattoli potranno essere consegnati dal 18 dicembre al 6 gennaio 2022, sempre presso la Curia Vescovile in Via Vescovado, tutti i giorni dalle ore 17 alle 20. Si ricorda, che i giocattoli possono essere nuovi e/o usati purché, quelli usati, siano funzionanti ed in buone condizioni e, causa COVID, sanificati e sigillati.
In questo Natale 2021, non poteva assolutamente mancare il consueto Concerto di Natale di Canto corale “In Diebus Natalis”. Venuto meno lo scorso anno in presenza, purtroppo sempre a causa delle restrizioni da Covid, quest’anno sarà nuovamente proposto sempre in collaborazione con il Liceo Musicale “R. Mattioli” di Vasto e sarà dedicato alla compianta Silvana Marcucci, ex dirigente scolastico, anima ispiratrice del Liceo Musicale, componente del Direttivo e Responsabile del Settore Scuola della Pro Loco "Città del Vasto". Quella tra il Liceo Musicale e la Pro Loco di Vasto è una collaborazione ormai consolidata e che si svilupperà ulteriormente anche nel corso del nuovo anno con altri importanti appuntamenti. Questo Concerto di Natale, vedrà la partecipazione di un folto gruppo (circa cento) di studenti coristi del Liceo Musicale diretti magistralmente dal Maestro del Coro Tania Buccini e dai loro insegnanti. Il Concerto si terrà venerdì 10 dicembre, presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore alle ore 19:15.
Per tutte le iniziative su indicate, saranno
rigorosamente rispettate le normative anti-Covid in vigore.
Ultima
iniziativa, ma non meno importante, è stata la realizzazione del Calendario
2022. Prendendo spunto dalle celebrazione del 50° anniversario della morte e del 130° anniversario della nascita dell’artista vastese Carlo d’Aloisio da Vasto (organizzate
in collaborazione con l’Associazione Culturale
“Archivio del Maestro Carlo d’Aloisio da Vasto”, il Comitato “Premio Vasto”, con l’alto Patrocinio del Presidente della Regione Abruzzo e con
il patrocinio del Comune di Vasto),
la Pro Loco “Città del Vasto” ha inteso dedicare un raffinato calendario alla
poliedrica ed importante figura dell’artista e maestro vastese. Il calendario,
già presentato al Convegno tenuto presso l’ITSET “Filippo Palizzi” di Vasto il
20 novembre e, il giorno successivo, alla Celebrazione del 50° della morte dell’artista presso la Sala della Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, sta già
registrando un inatteso riscontro anche oltre i confini abruzzesi.
| (Calendario 2022 dedicato all'artista e maestro vastese Carlo D'Aloisio da Vasto) |
Un impegno sicuramente notevole, non solo da parte dei volontari della Pro Loco “Città del Vasto”, ma anche delle realtà associative del territorio che hanno deciso di dare il loro apporto ed a cui va il doveroso ringraziamento per la fattiva collaborazione.
Per ulteriori
informazioni: cell.: 348.3939050;
e-mail: prolocovasto@gmail.com
Pro Loco “Città del Vasto” APS
Conferenza all’Università “D’Annunzio” di Chieti su “Carlo d’Aloisio da Vasto, Artista e Promotore di Arte e Cultura”
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