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domenica 12 dicembre 2021

VASTO: PER UN CONCERTO «IN DIEBUS NATALIS»


(Inizio del Concerto "In Diebus Natalis" - Il Coro - Foto: Mercurio Saraceni)

VASTO: PER UN CONCERTO «IN DIEBUS NATALIS»

di Luigi Murolo

Magico il numero sette. Magico come le sette note. E perché no, magico come le sette caròle che il Coro del Liceo Musicale di Vasto ha presentato in città per la Terza edizione 2021 di «In diebus Natalis». Un’occasione importante che nasce dalla collaborazione tra Liceo e Pro Loco di Vasto. Che tende a documentare il modo e il come un’istituzione pubblica riesce a produrre in proprio musica di alta professionalità grazie all’apporto di docenti all’altezza del proprio compito. Nei fatti, un conservatorio di primo livello ancora poco conosciuto che consente ai giovani di rompere con la pesante ignoranza musicale di cui è portatrice la nostra contemporaneità. Che oltre alla formazione teorica e compositiva, apre alla professionalità della pratica strumentistica.

(Chiesa di Santa Maria Maggiore - Vasto. Foto: Luigi Di Tullio)

Concerto? Sì. A partire da ciò che etimologicamente significa: “accordo di voci”. Con la lezione del direttore d’orchestra, Tania Buccini, che inizia con la disposizione dei giovani cantori. Cosa estremamente importante: i 98 elementi si esibiscono di fronte al pubblico come in una prova. Con lo stesso pubblico che capisce il tema di fondo dell’interpretazione. Vale a dire, educare gli astanti all’ascolto ragionato.

(Maestro del Coro: Tania Buccini. Foto: Luigi Di Tullio)
Oltre a essere soprano in attività professionale, Tania Buccini ha il senso pregnante della didattica musicale. Non si limita all’enunciazione del titolo del brano. Ma costruisce il “pathos” nella platea disvelando il solo dicibile dell’opera, lasciando agli intervenuti il gusto di scoprirne l’indicibile. Con un uso calibrato del linguaggio desueto. “Caròla”, ad esempio. Parola inaspettata in questa sede che, nel contesto discorsivo, dilata foneticamente la sua valenza prosodica. Utilizzata opportunamente prima dell’esecuzione, offre il destro “A la nanita nana” per rendere più marcata l’allitterazione del titolo. Allitterazione che, nella introduzione con voce flautante della giovane Adriana Orefice, torna a essere davvero “caròla”, nel suo valore etimologico di “khorós” ‘coro’ e “auléō” ‘suono il flauto’.
Che dire poi dell’ “Alleluja” di Gordon Young reso ancor più interessane dalle giovani voci che danno il tono fanciullesco alla coralità sacra dell’autore giocata sulla semplicità, sulla ripetizione della melodia e del testo e sulla brevità del pezzo.

(Chiesa di Santa Maria Maggiore - Vasto- Foto: Mercurio Saraceni)
Poi, l’anonimo “Oh, guardate” della tradizione presepiale napoletana che ha, nella celeberrima “Cantata dei pastori” di Andrea Perrucci, il suo prototipo testuale e musicale. E che il titolo originale dell’opera perrucciana “Il Vero Lume tra l’Ombre, ovvero la Spelonca Arricchita per la Nascita del Verbo Umanato” sembra essere sintesi dell’anonima sestina eseguita dal Liceo Musicale che riporto qui di seguito:

«Oh guardate begli angeli santi, voi che sopra Betlemme volate
come dorme il divin bambinello, aure a lui sussurrando inneggiate.
Zitti, zitti non lo destate, dorme in pace il mio bambin.
Oh guardate begli angeli santi, voi che sotto le palme volate
egli è là tra i disagi e gli stenti, a scaldarlo a cullarlo deh andate.
Zitti, zitti non lo destate, dorme in pace il mio bambin».

E arriviamo al “Dona Nobis pacem” di Mozart. Che, intonato il 10 dicembre, mi ha fatto tornare in mente un episodio della vita (anzi, della morte) del sommo Amadeus (impressione comunicata la sera stessa al pianista Alberto Ortolano). Vale a dire, la ricorrenza del giorno in cui J. E. Schikaneder, storicamente esegue per la prima volta, il “Requiem” del salisburghese cinque giorni dopo la sua morte: il 5 dicembre 1791. Sono rimasto profondamento colpito da questa coincidenza. Devo onestamente dire che, tutto preso da tale circostanza, ho perso di vista l’esecuzione del canone.
Meno male che il “Buonanotte mio ben” di Johannes Brahms mi ha ricondotto alla realtà della serata. Di grande interesse la “cantillatio” salmodiante del brano che ha saputo restituire gli echi dei canti liturgici del monachesimo occidentale.

(Momenti del concerto. La chiesa di Santa Maria Maggiore vista dal Coro.
Foto: Mercurio Saraceni)

E il “Cantate Domino”? Per la verità non conoscevo questo pezzo. E nemmeno l’autore. O meglio, non sapevo che il Karl Jenkins di questo pezzo fosse lo stesso Karl Jenkins dei “Soft machine”. Non ho saputo cogliere gli effetti “New age” del progetto “Adiemus” dell’autore. Ma i giovani coristi hanno saputo dare ritmo sostenuto al brano – guidato dalle concas – proponendo una cadenza innovativa nelle sonorità delle caròle natalizie. Almeno in questo caso, lasciare intendere la restituzione delle cadenze nella rilettura della musica antica.
Infine il finale scoppiettante del “Christmas festival” di Leroy Anderson. Un conclusionale liberatorio che ha ricondotto il tutto alla tradizione delle festività natalizie.
Insomma, un programma di una ricca varietà musicale che Tania Buccini, ha predisposto per i propri cantori. Che ne ha messo a dura difficoltà la preparazione. Ma che ne ha esaltato l’esito finale. L’accompagnamento di Alberto Ortolano e Samantha Prencipi, docenti del Liceo, hanno reso in qualche modo “mista” la performance del coro. Ma certamente entusiasmante il ritmo delle concas nel brano di Jenkins.
Che dire. Una bella “cosa”. Anzi, preziosa! Che deve trovare ancor più inserimento nella vita della città! Del resto, il Liceo Musicale di Vasto è l’unica istituzione pubblica cittadina in grado di presentare spettacoli di produzione propria. Docenti e discenti in un lavoro comune che restituisce voce a ciò che era scolpito sul proscenio di un vecchio teatro della città: «Delectando docet». Ma un «Delectando docet» che apre alla professione. Dunque, a qualcosa che per molti non è ancora sufficientemente chiara. Il Liceo Musicale di Silvana Marcucci è una realtà solida che Maria Grazia Angelini guida oggi con accortezza. Bene! Molto bene! Un Liceo che ha al suo fondamento le donne. Meno Male! Gli uomini sarebbero stati un disastro!

(Momento finale del concerto. Da sinistra a destra: Samantha Prencipi, Alberto Ortolano, Mercurio Saraceni, Maria Grazia Angelini, Luigi Murolo e Tania Buccini.
Foto: Luigi Di Tullio)

IL PROGRAMMA

- Anonimo: A LA NANITA NANA
(solista Adriana Orefice)
- G. Young: ALLELUJA
- Anonimo: OH! GUARDATE
- W.A. Mozart: DONA NOBIS PACEM
(solisti: Adriana Orefice- Mariachiara Iammarino - Chiara Antenucci - Giulio Fornaro - Stefano Palma - Tiziano Carlucci - Giorgio Monaco - Johnathan Gangi - Lorenzo Di Francesco)
- J. Brahms: BUONANOTTE MIO BEN
- K. Jenkins: CANTATE DOMINO
(solisti Adriana Orefice - Sofia della Gatta - Sara Ceci - Erika Appezzato)
- L. Anderson: CHRISTMAS FESTIVAL

Direttore del coro
Tania Buccini
Pianoforte
Alberto Ortolano
Percussioni
Samantha Prencipi






Vasto, 10 dicembre 2021 – Chiesa di S. Maria Maggiore

mercoledì 8 dicembre 2021

PALIZZI. UNA PICCOLA QUESTIONE DI ANAGRAFE STORICA

 




PALIZZI. UNA PICCOLA QUESTIONE DI ANAGRAFE STORICA


di Luigi Murolo

La documentazione storica degli atti dello Stato Civile del Regno di Napoli prima (1809-1815), poi del Regno delle Due Sicilie (1816-1860), del primo Regno d’Italia (con capitale Torino [1861- 2 febbraio 1865], e Firenze (solo per la parte dell’anno 1865, 3 febbraio-31 dicembre) riservano sempre molte sorprese. Soprattutto nella registrazione dei cognomi. In taluni casi torna utile confrontare anche gli atti di Battesimo per avere conferme. Gli atti del Comune di Vasto non sfuggono a tali imprevisti. In alcune scritture la responsabilità è da attribuire allo scrivano addetto a questo compito. In altre perché è il soggetto stesso portatore a alterare la vocale nei rapporti pubblici o di lavoro senza richiedere modifiche alla Corte d’Appello. Il cognome vastese Palizzi, ad esempio, rientra in quest’ultimo ambito.


I sette figli di Antonio e Doralice del Greco nati a Vasto (con l’ottava e nono figlio, con i primi due in ordine cronologico, che nascono a Lanciano) modificano la vocale finale – a – registrata negli atti ufficiali dell’Anagrafe. Ivi compreso Antonio sull’iscrizione cimiteriale.

Ricapitoliamo. I figli di Antonio sono tutti registrati come Palizza negli atti di nascita di Vasto (gli stessi Maria Filippa e Giuseppe in quelli di Lanciano). L’elenco è il seguente:

Maria Filippa (Lanciano, 10 agosto 1810)

Giuseppe (Lanciano, 12 marzo 1812))

Michelangelo (2 marzo 1814)

Felicia (12 febbraio 1816)

Filippo (16 giugno 1818)

Nicola (21 febbraio 1820)

Camillo (23 maggio 1822)

Francescopaolo (17 aprile 1825)

Luisa (19 settembre 1827) 
 
(Atto di morte di Antonio Palizza - 7 dicembre 1857)

Lo stesso Antonio, genitore, nell’atto di morte (7 dicembre 1857) è registrato come “Palizza”. A titolo esemplificativo pubblico l’atto di nascita di Filippo. Al numero d’ordine 67 del registro dell’anno 1818 si legge testualmente: Filippo, Camillo, Stanislao.
 
(Atto di nascita di Filippo Palizzi)

Nell’atto di battesimo redatto in latino dall’arciprete Raffaele Roberti alla carta 329 n. 6 si legge che da Antonio Palizza e da Doralice Del Greco è nato un figlio chiamato Filippo, Camillo, Stanislao (viene aggiunto anche Nicola). 
 
(Atto di battesimo di Filippo redatto in latino  dall'arciprete Raffaele Roberti)

Antonio è sempre denominato Palizza. Anche nel suo anno di morte.

Ignoro le ragioni che hanno indotto i Palizzi trapiantati e nati a Vasto procedere nella lieve modificazione vocalica negli atti pubblici (non ufficiali). Posso solo ipotizzare – ripeto è solo un’ipotesi – per differenziarsi dal cognome di Lanciano, città da cui proviene Antonio.

Pubblico gli atti di nascita e di battesimo di Filippo e quello di morte di Antonio.
 
 
Pubblicato da Mercurio Saraceni

 

 

lunedì 6 dicembre 2021

LA TESSITRICE CIECA O DELL’ ABITARE

(Foto Nicola Anelli: La tessitrice)

LA TESSITRICE CIECA O DELL’ ABITARE

di Luigi Murolo

Un manifesto. Il semplice manifesto della “Pro Loco "Città del Vasto" su di un concerto annunciato per il Natale. Una fotografia “d’antan” che riconduce il viaggiatore dei cammini abituali sul percorso di una città, divenuto irriconoscibile per i contemporanei. Un Vasto (ricordo sempre che il nome è maschile) di cui abbiamo smarrito lo spirito del luogo. Per l’occasione, ho ritenuto d'obbligo un breve commento all’immagine che accompagna il messaggio dell’accademia corale del Liceo Musicale di Vasto.
(Manifesto concerto - Composizione Grafica "ArtWork")
Fotografia notissima quella che ripubblico in questa sede. Nessuna novità sul piano iconografico. Ciò che cambia, forse, è l’intensa tonalità seppia che, in qualche modo, rompe con il pallore della stampa monocromatica (b/n) cui siamo abituati. Per la verità, la sua pubblicazione nel 1929 sul volume in-folio di Luigi Anelli (“Histonium e il Vasto attraverso i secoli”) tendeva già verso la trasparenza calda del bruno-nero. Ma la copia che ho fotografato aveva, probabilmente, già assorbito l’alterazione cromatica della patina del tempo. Non conoscendo la lastra originale – dovuta quasi sicuramente allo scatto esperto di Nicola Anelli (1870-1938) databile grosso modo agli anni Venti dello scorso secolo (le foto pubblicate nel libro in questione risalgono tutte al quel periodo) – è impossibile formulare qualsiasi ipotesi. In ogni caso, di là dai caratteri tecnici (cui mi guardo bene dal parlarne), il mio interesse è solo iconografico.
Il luogo di cui si sta parlando è l’accesso ovest della via denominata a metà Ottocento “Strada Stanziani” che immetteva sulla piazza in quel periodo appellata “Largo delle Erbe” (oppure “piazza del Pesce”). Dalla grande riforma toponomastica del 1872 in poi hanno assunto le nuove denominazioni di “via del Buonconsiglio”, l’una; di “piazza Caprioli”, l’altra. Le stesse che incontriamo oggi. Il selciato con i ricorsi centrali in pietra lavica – con l’intero impianto stradale del centro storico realizzato nel 1887 – rendeva il percorso carrozzabile. Lo scenario raffigurato nella foto si colloca, nel quarantennio compreso tra il 1887 e il 1929. Il “clic” che immortala il fondale profila un quadro urbano temporalmente ben definito anche se, come già detto, lo scatto è riconducibile agli anni Venti del Novecento. Ora, di là dalla datazione, va ricordato che non sono le “cose” che connotano il “genius loci” di questa rappresentazione. Ma la donna al telaio collocato in un’area pubblica e l’uomo seduto ai piedi della scala esterna. Con un significato evidente. Lo spazio della vita non è riconducibile alla sola stanzetta in alto raggiungibile attraverso una sorta di profferlo con il ballatoio che congrega due ingressi. Non solo uno stambugio al “chiuso”, insomma. Ma lo stesso “aperto”. Dove “chiuso” e “aperto” offrono all’occhio attento dell’osservatore il senso stesso dell’“ex-sistere” o, se si vuole, dell’“abitare”.
La minuscola casa con l’uscio sotto la linea di colmo è un corpo aggiunto a Palazzo Meninni (part. 902, del catasto 1870). Si adeguava lungo il paramento murario nord dell’antico Convento degli Agostiniani trasformato in luogo abitativo, devastato da un violento incendio che, il 21 novembre 1870, aveva cagionato la morte di cinque membri della famiglia Ialacci. Nel censimento del 1901, al n.1 di via Buonconsiglio, viveva in affitto la famiglia Ciampagna. Uno dei cui membri (sarti) sposa Rosa Giosa, la protagonista assoluta dell’inquadratura fotografica. L’amico Francesco Feola, autore del libro “Paranze” (l’unico e fondamentale libro sulla marineria vastese interamente costruito sulla storia orale), mi ha riferito che la vecchia signora lì per sempre fissata dallo scatto era la sua bisnonna. Che aveva una pesante menomazione fisica: la cecità. E per quanto mi riguarda, una tessitrice cieca era l’ultima delle possibilità che avrei potuto ipotizzare!
Del resto, l’immagina parla da sé! Il volto della vecchia signora proteso in avanti non ammette equivoci! Si ha l’impressione che gli occhi guardino il fotografo avendo il telaio bloccato. E invece no! Gli occhi perduti nel buio non incidono affatto sul lavoro artigianale. Il lavoro delle mani e dei piedi sul pedale intrecciano ordito e trama senza il bisogno della vista. Le articolazioni viaggiano da sole: a guidarle è l’esperienza di vita. La tessitrice “abita” la macchina lignea. Ma come? In che senso l’avrebbe “abitata”. In modo molto semplice; secondo l’etimologia del verbo. Dimenticavo. “Abitare” altro non è che “habitare”, il frequentativo medievale del latino classico “habēre” con valore semantico proprio di “avere”. La signora Rosa “aveva”, “possedeva” la tecnica della tessitura. Non aveva bisogno della vista. Le era sufficiente la mente capace di orientare la movimentazione degli arti superiori e inferiori.
Magnifica Rosa Giosa! Abitava la macchina allo stesso modo in cui abitava il “chiuso” e l’“aperto”. In un solo atto congregava in se stessa lo spazio della vita. Anzi, era la vita nella sua forma più alta. Del resto, l’omino accovacciato sulla scala (un parente? Un amico?) disvela lo “star fuori dalla vita”; lo stare in un angolo. L’assenza dal mondo. Lo scatto profila in modo esemplare la dialettica dei paradossi. La cieca (il femminile) afferma il primato dell’essere; il sano (il maschile) lo nega.
Mi tornano in mente alcune parole di Martin Heidegger scovate in un saggio dal titolo “Costruire, abitare, pensare” che non posso sottacere. Il verbo essere, il costruire, l’abitare declinati nel suo tedesco rammentano a tutti noi quanto segue:
«Che cosa significa allora “Ich bin” (Io sono)? Il vecchio termine “bauen” (costruire), cui appartiene “bin” è così declinato: “ich bin, du bist” e significa: io abito, tu abiti. Il modo in cui tu sei e in cui io sono, la maniera in cui tu sei, e in cui io sono, la maniera in cui gli esseri umani “sono” sulla terra, questo è il “buan”, l’abitare».
Ecco! Mi premeva dire solo questo. E l’antica tessitrice cieca, la sconosciutissima Rosa Giosa rimasta nel tesoro memoriale di un suo discendente, ha avuto la straordinaria forza di confermarlo.
 
 
Pubblicato da Mercurio Saraceni

giovedì 2 dicembre 2021

Natale 2021. Le iniziative della Pro Loco "Città del Vasto" APS

 

Natale 2021. Le iniziative della Pro Loco "Città del Vasto" APS

Anche in questo Natale 2021 la Pro Loco “Città del Vasto” APS sarà presente con eventi e iniziative natalizie. Ben quattro sono le proposte della locale Associazione di promozione turistica e culturale.  Giunta alla Quarta edizione, dopo i lusinghieri riscontri degli anni scorsi, le iniziative si svilupperanno sempre con lo spirito che ha contraddistinto la Pro Loco “Città del Vasto” APS e cioè con il coinvolgimento di altre associazioni culturali, sportive e di volontariato cittadine. In collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale “Collegio Istonio” e con i patrocini del Consiglio Regionale Abruzzo e del Comune di Vasto si svolgerà la Quarta edizione 2021 del Concorso/Mostra Presepiale “Vasto nel Presepe – La Natività declinata al Vastese”. Il concorso artistico, gratuito e con partecipazione aperta a tutti senza limiti di età, prevede 4 sezioni specifiche: A) negozi con allestimenti dei presepi nelle vetrine; B) scuole, associazioni e gruppi; C) famiglie e/o singoli; D) chiese e parrocchie con presepi allestiti nelle chiese.

I lavori realizzati dai concorrenti delle sezioni “B” e “C” saranno al centro di una Mostra che sarà proposta durante il periodo delle feste natalizie dal 19 dicembre al 6 gennaio 2022 presso i locali della Curia Vescovile in Via Vescovado nel centro storico di Vasto. Quello che in questo Concorso si chiede, è la realizzazione di un manufatto che rappresenti la tradizione del presepe sposata però con uno o più elementi che portino la Città di Vasto all’interno dell’opera artistica. Una tradizione, un monumento, un’opera architettonica, un prodotto enogastronomico, il mare o la spiaggia, un personaggio illustre, un mestiere o qualsiasi aspetto o elemento legato a Vasto ed alla “vastesità”, scatenando la creatività nella realizzazione. Libera scelta per l’uso dei materiali da usare e della struttura compositiva. I presepi potranno essere realizzati con qualsiasi tecnica e materiale, in forme classiche, moderne, anche... astratte, purché sia sempre centrale la rappresentazione della Natività ed il suo senso religioso. (Si possono richiedere Regolamento e Scheda di partecipazione ai contatti sotto riportati).

La seconda iniziativa, dedicata principalmente ai bambini ed anch’essa giunta alla sua quarta edizione dal titolo “Dona un giocattolo ed accendi un sorriso”, lo scorso anno ha registrato un successo inaspettato. Infatti, sono stati raccolti più di tremila giocattoli distribuiti tutti dalla Caritas. Anche in questo caso, in collaborazione con l’Associazione di volontariato “Ricoclaun”, l’APS “Collegio Istonio”, la Polisportiva Hermes, l’ASD Tennis Tavolo Vasto e l’Associazione “Nova” di Vasto, si darà vita ad una raccolta di giocattoli che verranno donati ai bambini meno fortunati e distribuiti presso le case-famiglia, le associazioni di volontariato e la Caritas del territorio. Una iniziativa meritoria a cui ha ritenuto di dare il suo appoggio e la sua preziosa collaborazione anche la Pro Loco di Pollutri. I giocattoli potranno essere consegnati dal 18 dicembre al 6 gennaio 2022, sempre presso la Curia Vescovile in Via Vescovado, tutti i giorni dalle ore 17 alle 20. Si ricorda, che i giocattoli possono essere nuovi e/o usati purché, quelli usati, siano funzionanti ed in buone condizioni e, causa COVID, sanificati e sigillati.

In questo Natale 2021, non poteva assolutamente mancare il consueto Concerto di Natale di Canto corale “In Diebus Natalis”. Venuto meno lo scorso anno in presenza, purtroppo sempre a causa delle restrizioni da Covid, quest’anno sarà nuovamente proposto sempre in collaborazione con il Liceo Musicale “R. Mattioli” di Vasto e sarà dedicato alla compianta Silvana Marcucci, ex dirigente scolastico, anima ispiratrice del Liceo Musicale, componente del Direttivo e Responsabile del Settore Scuola della Pro Loco "Città del Vasto". Quella tra il Liceo Musicale e la Pro Loco di Vasto è una collaborazione ormai consolidata e che si svilupperà ulteriormente anche nel corso del nuovo anno con altri importanti appuntamenti. Questo Concerto di Natale, vedrà la partecipazione di un folto gruppo (circa cento) di studenti coristi del Liceo Musicale diretti magistralmente dal Maestro del Coro Tania Buccini e dai loro insegnanti. Il Concerto si terrà venerdì 10 dicembre, presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore alle ore 19:15. 

Per tutte le iniziative su indicate, saranno rigorosamente rispettate le normative anti-Covid in vigore.  

Ultima iniziativa, ma non meno importante, è stata la realizzazione del Calendario 2022. Prendendo spunto dalle celebrazione del 50° anniversario della morte e del 130° anniversario della nascita dell’artista vastese Carlo d’Aloisio da Vasto (organizzate in collaborazione con l’Associazione Culturale “Archivio del Maestro Carlo d’Aloisio da Vasto”, il Comitato “Premio Vasto”, con l’alto Patrocinio del Presidente della Regione Abruzzo e con il patrocinio del Comune di Vasto), la Pro Loco “Città del Vasto” ha inteso dedicare un raffinato calendario alla poliedrica ed importante figura dell’artista e maestro vastese. Il calendario, già presentato al Convegno tenuto presso l’ITSET “Filippo Palizzi” di Vasto il 20 novembre e, il giorno successivo, alla Celebrazione del 50° della morte dell’artista presso la Sala della Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, sta già registrando un inatteso riscontro anche oltre i confini abruzzesi.

(Calendario 2022 dedicato all'artista e maestro vastese Carlo D'Aloisio da Vasto)

Un impegno sicuramente notevole, non solo da parte dei volontari della Pro Loco “Città del Vasto”, ma anche delle realtà associative del territorio che hanno deciso di dare il loro apporto ed a cui va il doveroso ringraziamento per la fattiva collaborazione.

Per ulteriori informazioni: cell.: 348.3939050; e-mail: prolocovasto@gmail.com

 

Pro Loco “Città del Vasto” APS


Pubblicato da Mercurio Saraceni

mercoledì 24 novembre 2021

Carlo d’Aloisio da Vasto - La sua Città natale ne onora e promuove la memoria nel 50° della scomparsa.


Carlo d’Aloisio da Vasto
La sua Città natale ne onora e promuove la memoria nel 50° della scomparsa. 


(Carlo D'Aloisio da Vasto - Archivio Peluzzo Sigismondi)

Sala piena a Palazzo d’Avalos per la conferenza celebrativa. 
Prestigiosi interventi hanno messo in evidenza la straordinaria poliedricità 
artistica e culturale del Maestro vastese. 
Premiati gli studenti del “Pantini-Pudente” per la creazione del Logo celebrativo. 
In primavera una Mostra ed un Convegno dedicati alle sue Opere sull’Abruzzo. 
Invito ai cittadini abruzzesi a collaborare nella realizzazione del progetto.
 
(Foto di Lino Spadaccini)
Domenica mattina, nella Pinacoteca dei Musei Civici di Palazzo d’Avalos di Vasto, si è svolta la Conferenza celebrativa per ricordare la figura di Carlo d’Aloisio da Vasto a cinquant’anni dalla morte, avvenuta a Roma nel 1971. 


     

(Pinacoteca Palazzo d'Avalos)
Davanti ad una platea numerosa e composta anche da molti giovani, l’incontro - visionabile online a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=rYcc4Uafkf8 - ha messo in evidenza come il Maestro vastese rappresenti, non solo per l’Abruzzo, una tra le più interessanti e rappresentative personalità nel campo dell'arte e della cultura italiana del '900, a tutt’oggi ancora non adeguatamente conosciuta e valorizzata in tutte le sue poliedriche peculiarità, quali, in particolare, quelle di disegnatore, di decoratore, di caricaturista, di illustratore, di xilografo, di acquafortista, di pittore, di scrittore, di umorista, di poeta, di pubblicista, di curatore editoriale, di promotore culturale, di critico d’arte, di museologo, … 
 
(Pinacoteca Palazzo d'Avalos - intervento di Carlo d'Aloisio Mayo)
 
Carlo d’Aloisio Mayo nipote omonimo del Maestro e presidente dell’Associazione Culturale a lui dedicata, ha innanzitutto presentato le finalità del soggetto associativo costituitosi quest’anno, su iniziativa di alcuni discendenti del Maestro, proprio per “avviare un percorso concreto volto ad interrompere il lento oblio al quale la figura del Maestro sembrava essere destinata dall’assenza di iniziative strutturate e continuative a tutela della sua memoria. Responsabilità storica” - ha precisato il nipote - “che ricade non solo su noi eredi morali e materiali, ma che è anche conseguenza di una sorta di ‘damnatio memoriae’ calata sulla sua figura soprattutto da certa ‘critica ufficiale’ e sulla quale, finalmente, si comincia a fare luce e chiarezza. In questi ultimi decenni solo la sua Terra, l’Abruzzo e Vasto in particolare,” - ha proseguito - “ha continuato a ricordarlo ed a non abbandonarlo al suo destino: gli articoli di Lino Spadaccini, di Filippo Marino, di Nicola D’Adamo, pubblicazioni come ‘L’Adriatico e i Pupazzi’ a cura di Luigi Murolo, esposizioni pittoriche in Rassegne come il “Premio Vasto” o nella Retrospettiva sui “Pittori Vastesi tra ‘800 e ‘900“ o ancora le Mostre Personali nel 2008 a Vasto a cura di Luigi Marcello, nel 2013 a Rivisondoli curata da Pasquale Del Cimmuto e Chiara Strozzieri o quella, molto importante, a Teramo nel 2015 curata dallo stesso Del Cimmuto e da Paola Di Felice. Anche per questo” - ha concluso Carlo d’Aloisio junior - “l’Associazione, aperta a chiunque voglia sostenerne le finalità, ha voluto ripartire proprio dalla terra di origine del Maestro per avviare un percorso progettuale ambizioso, volto a creare l’Archivio Storico ed il Catalogo Generale, come a sostenere la valorizzazione dell’opera e delle opere, a tutelarne il nome e la memoria nel tempo, promuovendo la giusta collocazione in termini storico-critici della figura e del percorso culturale e creativo dell’artista, su scala nazionale ed oltre .” 
Il significativo impegno anche da parte delle istituzioni abruzzesi nel voler sostenere questo importante percorso di ricerca e di promozione, è stato testimoniato dagli apprezzati interventi dei rappresentanti comunali e regionali. Nicola Della Gatta, neo Assessore alla Cultura della Città del Vasto, ha inteso esprimere il pieno e concreto sostegno dell’Amministrazione Comunale. Altrettanto significativo è stato l’intervento della consigliera regionale Sabrina Bocchino che ha portato i saluti del Presidente della Giunta Regionale Marco Marsilio e del Presidente del Consiglio Regionale Abruzzese Lorenzo Sospiri.
(Intervento dell'Assessore alla Cultura del Comune di Vasto Nicola Della Gatta)


(Intervento della Consigliera Regionale Sabrina Bocchino)
Per il Comitato Promotore delle iniziative in programma per celebrare il 50° della scomparsa, come il 130° della nascita che ricorre nel 2022 (1892), sono intervenuti anche Alfredo Bontempo, presidente del Comitato “Premio Vasto d’Arte Contemporanea” e Mercurio Saraceni, presidente della Pro Loco “Città del Vasto”, i quali hanno voluto sottolineare la significativa partecipazione attiva a sostegno delle iniziative in programmazione, da parte di tanti prestigiosi soggetti della realtà culturale vastese. Un particolare ringraziamento è stato rivolto ai docenti ed agli studenti del Liceo “Pantini-Pudente” e dell’Istituto Tecnico “Filippo Palizzi”, rispettivamente rappresentati dalle dirigenti scolastiche Anna Orsatti e Nicoletta Del Re, presso i quali si sono recentemente svolte conferenze su Carlo d’Aloisio da Vasto (qui il link di sabato 23 ottobre al Liceo Artistico e qui quello di sabato 20 novembre all’Istituto Tecnico) Daniela Madonna, docente e curatrice storica dell’arte, in rappresentanza della Commissione Artistica del Comitato Promotore, dopo aver illustrato il profilo artistico e culturale dell’artista, ha esposto le finalità del Progetto Civico, Artistico e Culturale partecipato dal titolo “Gli Abruzzi, gli Abruzzesi” e volto a raccontare, attraverso le Opere di Carlo d’Aloisio da Vasto, il Paesaggio umano, sociale ed ambientale abruzzese del primo ‘900. Per la Primavera del 2022 sono in preparazione una Mostra ed un Convegno sul tema. Da qui l’invito a Cittadini, Enti e Imprese a segnalare - attraverso il sito www.carlodaloisiodavasto.it - i quadri e i documenti del Maestro nella propria disponibilità per valorizzarli, anche con la possibilità di essere selezionati per l’esposizione in mostra e in catalogo. 
(Intervento del Presidente del "Premio Vasto" Alfredo Bontempo)

(Intervento del Presidente della Pro Loco "Città del Vasto" Mercurio Saraceni)

                          (Intervento di Daniela Madonna - docente e curatrice d'arte                            Commissione artistica del Comitato promotore) 
Con alcuni primi prestigiosi interventi svolti nel corso della conferenza, si è avviata la raccolta in un compendio di plurali ed autorevoli testimonianze sulla poliedricità della figura del Maestro di Arte e Cultura che nei prossimi mesi saranno pubblicate in una speciale edizione celebrativa del 50° e del 130°. 
Lucia Arbace, storica dell’arte, già direttrice del Polo Museale Statale in Abruzzo è intervenuta per sottolineare la poliedricità del protagonista vastese ed in particolare la prestigiosa attività di illustratore svolta da Carlo d’Aloisio da Vasto negli anni ’20 per conto del prestigioso editore dell’epoca “Rocco Carabba”. 
Monica De Rosa, docente e ricercatrice culturale, ha approfondito la tematica degli Almanacchi degli Artisti - il Vero Giotto; corpose opere editoriali ideate, dirette e curate da Carlo d’Aloisio da Vasto dal 1930 al 1933, evidenziando come questi volumi - di cui purtroppo non è più online il sito dedicato - rappresentino un vero e proprio salotto artistico e letterario dell’epoca, unico nel suo genere per la pluralità delle forme espressive e creative raccolte da ogni parte dell’Italia ed anche dall’estero, pur essendo contestualizzati in un periodo certamente particolare per le arti e la cultura. 
 
(Lucia Arbace - storica dell'arte, già direttrice del Polo Musea Statale in Abruzzo)

 
(Monica De Rosa - docente e ricercatrice culturale)
Sergio Guarino, curatore storico dell’arte ed attuale direttore dei Musei di Roma, ha ricostruito il ruolo svolto da Carlo d’Aloisio da Vasto per circa 30 anni nell’ambito della gestione e della direzione museale romana, sottolineando come le ricerche di archivio stiano evidenziando una palese incongruenza tra le prestigiose responsabilità ricoperte e riconosciutegli dalle autorità competenti e l’inquadramento lavorativo nel rapporto con l’Amministrazione di Roma. 
Tito Spinelli, scrittore e studioso d’arte, neo 90enne, nel sottolineare la pluralità delle forme espressive del Maestro abruzzese, ha voluto ricordare il suo personale dialogo con Carlo d’Aloisio, in particolare sulla genesi del “da Vasto” in aggiunta al suo cognome. 
 
(Sergio Guarino - Direttore dei Musei di Roma)
 
(Tito Spinelli - scrittore e studioso d'arte)

Gabriella Izzi Benedetti, scrittrice e studiosa d’arte, ha approfondito il parallelismo dell’opera del d’Aloisio con i canoni estetici del ‘900 ed in particolare la chiave poetica delle sue opere, in questo anche accompagnata dall’abile voce di Letizia Daniele nella lettura di alcuni versi e pensieri scritti dell’artista e legati in chiave intimistica alle sue radici. 
Luigi Murolo, studioso d’arte e di storia locale, ha proposto una stimolante correlazione tra l’opera filmica di Anton Giulio Bragaglia e talune opere pittoriche di Carlo d’Aloisio da Vasto, in particolare in tema di paesaggi marini.
 
(Gabriella Izzi Benedetti e Letizia Daniele)

 
(Luigi Murolo - studioso d'arte e di storia locale)

A conclusione della mattinata si è svolta la Premiazione del Concorso riservato agli Studenti del Liceo Artistico “Pantini-Pudente” per la realizzazione del Logo celebrativo del 50° e del 130° dell’Artista vastese: tra gli oltre 50 progetti grafici elaborati dai giovani creativi vastesi, il primo premio è andato alle studentesse della classe 4/C della sezione Design, Sara Troiano e Roberta Smargiassi.

(La Prof.ssa Anna Orsatti, Dirigente del Liceo Pantini-Pudente, legge i nominative dei 
tre primi classificati)

(Intervento della Dirigente Prof.ssa Anna Orsatti)
 
(Primo Premio a Sara Troiano e Roberta Smargiassi
Classe 4a Sez. Design - Pantini Pudente
(Il bozzetto del logo Primo classificato)
 
 

(La dirigente del Liceo Artistico Pantini-Pudente, Prof.ssa Anna Orsatti,
con le preme tre classificate)


Altre fasi della giornata


(Premi per i partecipanti al Concorso ed alla celebrazione)

(Opere esposte. Dipinto di Carlo d'Aloisio da Vasto "Golfo di Vasto" e 
la scultura di Elisabetta Mayo "Maschera di Adamo")







(Scultura di Elisabetta Mayo: "Maschera di Adamo")

(Esposizione di pannelli divulgativi)


(Il manifesto delle celebrazioni del 50° della morte)


(Le adesioni ed i patrocini pervenuti all'iniziativa)

(La copertina del Calendario 2022 celebrativo di Carlo d'Aloisio da Vasto
realizzata dalla Pro Loco "Città del Vasto" APS)

I link per i collegamenti video



          

Foto: Lino Spadaccini
Riprese video: Nicola Cinquina
Comunicato: Carlo d'Aloisio Mayo

Pubblicato da Mercurio Saraceni













 

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