 |
Vasto1785 - Napoli 1852. Medico, introdusse per primo l'omeopatia nel Regno delle Due Sicilie |
Ulteriori considerazioni sulla nuova intitolazione di Belvedere Romani
Comunicato stampa
In
data 8 luglio 2020, sulla base della Legge n. 1188/1927 seguita da Circolare del Ministero degli Interni n. 10/1991, la Giunta comunale di Vasto,
approva la delibera n. 138 recante il titolo:
«Toponomastica
– intitolazione di n. 18 aree di circolazione, di n. 7 ville e un parco
pubblici, dello stadio del nuoto comunale, di un campo sportivo da calcio, di
una pista ciclopedonale e di un’arena comunale – Determinazioni»
La
delibera viene approvata con decreto prefettizio n. 60195, 6 agosto 2020. Ciò
sulla base della legge n. 1188/1927 che recita: «L’intitolazione di nuove
strade e piazze pubbliche, la variazione di quelle già esistenti, nonché
l’approvazione di targhe e monumenti commemorativi a persone decedute da oltre
dieci anni, può avvenire solo dietro autorizzazione del Prefetto».
Al
punto XIV della delibera di giunta si legge quanto segue:
«Parco
pubblico non denominato innestato nell’area residenziale comunemente denominata
Belvedere Romani confinante con via Peschiera, Largo Belvedere Romani e via
Curtatone».
Il
cosiddetto Parco pubblico non denominato con la nuova denominazione
assume il titolo di Belvedere Silvio Petroro.
Il Parco Silvio Petroro viene inaugurato
un anno dopo la delibera, il 7 agosto 2021.
Alcune
considerazioni.
Nella
delibera in questione, il Parco non denominato risulta confinante a sud con il
Largo Belvedere Romani. E qual è la differenza tra il primo e il secondo? Ciò vuol
dire che il Largo Belvedere Romani continuerebbe a sussistere? E in che modo continuerebbe
se è vero che il manifesto comunale di inaugurazione pone il luogo in via
Francesco Crispi sul cui limite peraltro è stata posta la nuova targa
toponomastica? Un vero pasticcio. Ma fermi restando alla delibera dell’8 luglio
2020, quali dovrebbero essere i confini del Parco non denominato e quali quelli
del Largo Belvedere Romani? Insomma, occorrerebbe quanto meno un minimo di
chiarezza per definire l’effettivo ambito di localizzazione delle denominazioni.
Come
già detto, il segno della nuova intitolazione è posto sul limitare di via
Francesco Crispi. Se è questo il confine, dove si dovrebbe trovare, per la
Giunta, il Largo Belvedere Romani di cui fa menzione nella delibera? Coinciderebbe
forse con l’attuale largo della Rotonda di Porta Nuova chiamato via Crispi? Per
cortesia, è possibile sciogliere l’enigma racchiuso nella delibera?
Si
chiede troppo se con una matita vengono chiariti i confini richiamati dalla
delibera stessa? Difficoltà non esistono per via Peschiera (est) e via Curtatone
(ovest). Ma per Largo Belvedere Romani, sì. Perché solo delimitando quest’ultimo
(che risulta essere un blocco unico stando alla mappa catastale del 1875), si
può ricavare per sottrazione qual è «l’area residenziale
comunemente denominata Belvedere Romani». Scusateci se ci ripetiamo: ma
vorremmo capire. Qual è la differenza tra «l’area residenziale comunemente
denominata Belvedere Romani» e il Largo Belvedere Romani con cui confinerebbe.
 |
| (Mappa catastale del 1875) |
La
delibera approvata comporta delle dichiarazioni che devono essere
topograficamente precisate. Occorrerebbe un segno di matita su di una carta
1:2000. Un semplice tratto di matita, per cortesia. Una delibera di questo
genere non può non essere esibita senza una qualche consistenza topografica.
Ecco
allora il punto: chiediamo innanzitutto all’Amministrazione di dare conto alla
città dei confini da essa stessa denominati e approvati. Le eventuali targhe
possono essere apposte solo se si sa di quale luogo si parla. In secundis,
come avrebbe detto il grande Totò, procedere in qualche piccola notazione
storica.
Ora,
forse non tutti sanno che a Vasto esiste un Archivio Storico Comunale. E che in
esso sono conservate delibere (con lacune) dal 1559 (proprio così, 1559!) fino
al 1961. Non solo. Ma esiste un libro senza autore pubblicato nel 2015
dall’Amministrazione Comunale con l’elenco delle delibere comunali dal 1869 al
1961.
 |
| (Copertina del libro) |
È vero che nessuno è tenuto a leggere un libro di dati. Ma pur senza
recarsi in Archivio (per giunta chiuso) qualcuno avrebbe trovato a pag. 44 l’opportunità
di leggere seguente attestazione: «28 ottobre 1872. n. 139. Modifiche
alle legende nelle etichette delle strade (elenco)». Di che cosa si tratta? Presto
detto! Della delibera n. 139 (ma guarda caso! un numero in più della delibera
n. 138 dell’8 luglio 2020) con cui si rinnova la denominazione toponomastica urbana
postunitaria dopo la presa di Roma del 20 settembre 1870.
 |
("La Delibera n. 139 del 28 ottobre 1872, al punto 114 non modificava la precedente denominazione Belvedere Romani")
|
Ovviamente nel libro non è
pubblicato il testo del documento che noi invece riportiamo sopra. Ma per l’Amministrazione comunale di Vasto
non sarebbe stato difficile accedere in Archivio, dato che è essa stessa a
concedere l’autorizzazione ora che l’Archivio è chiuso. Avrebbe trovato che la
delibera n. 139 del 28 ottobre 1872, al punto 114 (e non 14, come quella dell’8
luglio 2020) non modificava la precedente denominazione Belvedere Romani (già
attuata nel 1854, essendo Francesco Romani morto nel 1852).
Insomma,
senza indicazioni precise si corre il rischio di eliminare un’indicazione toponomastica
ufficiale vecchia al 2020 di ben 166 anni. Si tratta, in effetti, di
eliminazione, perché insieme con la targa del nuovo intestatario, non esiste
alcuna indicazione del precedente come risulta dalla delibera del 2020.
Insomma, pur parlando di coesistenza di un Largo Belvedere Romani con il Parco
più volte citato, la Giunta non ha dato attuazione alla delibera da essa stessa
approvata.
Stando
così le cose, le associazioni firmatarie di questo documento procedono a:
1. inviare
al Prefetto la delibera del 28 ottobre 1872 e copia della parte di mappa
catastale del 1875 il cui originale la segreteria di S. E. potrà trovare, per
verifica, presso l’Archivio di Stato di Chieti. Ciò per consentire
l’annullamento dell’autorizzazione concessa al solo punto 14 della delibera di
giunta 8 luglio 2020. Si evita cosi di procedere a una doppia nominazione;
2. inviare
all’Amministrazione Comunale in carica i predetti documenti per procedere alla
revoca della delibera del 28 ottobre 1872 in carica per attuare, con le
necessarie motivazioni, la sostituzione toponomastica.
In
questo modo, la Giunta Comunale di Vasto potrà raggiungere con tranquillità
l’annullamento di 166 anni di storia e di aprire la via maestra al nuovo che
avanza.
Pro Loco “Città
del Vasto”
Italia Nostra
del Vastese
Associazione Civica “Porta Nuova” - Vasto
Pubblicato da Mercurio Saraceni